Le Arance non cadono dal cielo

DOMENICA 9 GENNAIO 2011
ROMA
3° Giornata di AgroCulture Nomadi. Nei campi si continua a sfruttare il lavoro dei migranti mentre nessuno sfrutta i prodotti della terra in città.

LE ARANCE NON CADONO DAL CIELO
Iniziativa cittadina per ricordare Rosarno ad un anno dalla denuncia dei lavoratori africani delle condizioni di sfruttamento dei braccianti agricoli perché oggi ancora nulla è cambiato.
una giornata di raccolta collettiva di arance amare e dolci, limoni e pompelmi e preparazione collettiva della marmellata al CSOA Ex Snia

a S. Alessio, Villa Pamphili, Villa Aldobrandini, Villa Celimontana, cortili e giardini del Pigneto, p.za Regina Margherita, via Catania, p.za Strozzi, Garbatella, Primavalle, S. Saba

aggiungete foto, commenti, video nei commenti….

e continua la MAPPATURA degli agrumi pubblici

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Arance amare
di Pierluigi Sullo
Pubblicato il 20 gennaio 2011 da red

Le arance non cadono dal cielo…
di Carola Susani
Gli Altri, 14 gennaio 2011

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SONO PRONTE LE  MARMELLATE DI ARANCE E ARANCE AMARE

prossimi appuntamenti di vendita:

  • sabato 26 febbraio mercato terraTerra Cantiere Sociale Tiburtino piazza Loriedo (Colli Aniene)
  • domenica 6 febbraio mercato contadino terra/Terra CSA La Torre via Bertero 13 (Casal dè Pazzi)
  • sabato 5 febbraio mercato contadino terra/Terra L.go Spartaco (Tuscolano)
  • domenica 30 gennaio 11.00-21.00 EcoSunday via Casilina 713
  • giovedì 20 gennaio, al cinema Farnese alle 18 in occasione della presentazione del documentario il Sangue Verde
  • sabato 22 gennaio mercato terraTerra Cantiere Sociale Tiburtino piazza Loriedo (Colli Aniene)
  • sabato 15 gennaio al MERCATINO CONTADINO del quartiere San Paolo alla Città dell’Utopia (via Valeriano)

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cassette di arance amare sono in vendita o in ‘affidamento’ (fate la marmellata, una parte la ridate per la vendita comune)
sono all’ ex SNIA (via Prenestina 173)
il ricavato andrà alla Cassa dei Lavoratori Africani di Rosarno

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PROGRAMMA
9:00 – 13:00 Raccolta nomade delle arance dei giardini pubblici e dei giardini dei privati che vogliono aderire all’iniziativa

la MAPPA per gli appuntamenti  e per segnalare gli agrumi

Dalle 13:30 al CSOA Ex Snia (via Prenestina 173, Roma).
Pranzo Sub-Sahariano e preparazione collettiva di marmellata con i frutti raccolti.

16:30 Rosarno è ovunque: dal Trentino alla Sicilia la filiera tutta italiana dello sfruttamento.
Partecipano l’ALAR (Assemblea dei Lavoratori Africani), Equosud, delegazione dei lavoratori africani di Castel Volturno, Rete dei GAS del Lazio, Osservatorio Antirazzista Pigneto Tor Pignattara.

17:30 Spettacolo di teatro forum ‘La Spremutina Africana’

Il ricavato della vendita delle marmellate andrà a sostegno della Cassa di Mutuo Soccorso per i Lavoratori Africani di Rosarno a Roma.

PUNTI DI RACCOLTA ATTIVI (e molti altri si possono attivare):

1. Villa Aldobrandini (Via Mazzarino, 1 – via Nazionale)
2. Quartiere Pigneto (Piazza Copernico)
3. S. Alessio (via di S. Sabina)
4. Villa Celimontana, ingresso da via di San Paolo della Croce
5. Quartiere Prati (Piazza Strozzi)
6. via Catania
7. p.za Galeno ore 9.30 con i Giardinieri Sovversivi Romani
8. villa Pamphili

volantini da stampare (b/n) e distribuire ai passanti incuriositi: flyer 1  – flyer 2
e ‘‘arance’ di carta (magari stampate su carta arancione) da lasciare appese agli alberi

e tutti gli agrumi di cortili, giardini e terrazze private che vorrete condividere

COSA PORTARE:
Per la raccolta:
- forbici da cucina o cesoie
- cassette
- spremiagrumi e bicchieri (meglio se non usa e getta) per offrire spremute ai passanti
- rastrelli e raccoglifrutti
- spago
- scala

Per la marmellata:
- barattoli di vetro con coperchio lavati
- coltelli e tavolette

Rosarno è ovunque. La filiera agricola “tutta italiana” continua a produrre con il lavoro nero e il caporalato. La Grande Distribuzione stabilisce i prezzi di mercato e continua a fare i suoi profitti con l’iper-sfruttamento delle braccia di centinaia di migliaia di migranti.

Le arance non cadono dal cielo, ma sono delle mani che le raccolgono.
Perchè sulle nostre tavole non ci siano più i prodotti dello sfruttamento.

PROSSIMO INCONTRO ORGANIZZATIVO:
sabato 8 gennaio ore 15 presso il CSOA ex Snia, via Prenestina 173 per sistemare lo spazio per mangiare e preparare le marmellate

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*ROMA, 7 GENNAIO 2011 – IL VOSTRO “MADE IN ITALY” E’ MACCHIATO. DAL NOSTRO SANGUE*

*CONFERENZA STAMPA SOTTO IL MINISTERO DELL’AGRICOLTURA*
via XX Settembre 20 ore 12

Il 7 gennaio 2011 alle ore 12:00, ad un anno dalla rivolta di Rosarno, l’Assemblea dei Lavoratori Africani di Rosarno, l’Osservatorio Antirazzista Pigneto Tor Pignattara e PrimaveraRomana invitano a partecipare al sit-in con conferenza stampa sotto il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (via XX Settembre 20) per denunciare le responsabilità del Governo, delle Associazioni di categoria e della Grande Distribuzione Organizzata.

Coldiretti e Cia dicono che 9 famiglie italiane su 10 scelgono prodotti Made in Italy per i pranzi e le cene delle feste, quello che non dicono è che dietro
quei prodotti c’è anche il lavoro nero di migliaia di lavoratori stranieri, che dietro i DOP, i DOC, gli IGP e i prodotti tradizionali troppo spesso ci sono il caporalato e lo sfruttamento. Quello che non ci dicono è che il Made in Italy ha una macchia. Il sangue di chi fatica sui campi per un salario di 25 € al giorno.

A Rosarno un anno fa centinaia di lavoratori africani escono dall’invisibilità in cui vivono e scendono in strada per denunciare la loro condizione di sfruttamento e le violenze subite. La manifestazione scatena una vera e propria caccia all’uomo nero e termina con la deportazione dei lavoratori fuori dalla Piana di Gioia Tauro. Il Governo affronta la situazione solo come questione di ordine pubblico, criminalizza le vittime e le disperde. Seguono i proclami come “Mai più Rosarno”, qualche arresto di facciata, il 1 Maggio.

Oggi a Rosarno come in tutta Italia, nulla è cambiato. La filiera agricola “tutta italiana” continua a produrre con il lavoro nero e il caporalato. La GDO continua a strangolare l’agricoltura contadina controllando i prezzi. I lavoratori immigrati per l’assenza di strutture di accoglienza sono costretti a condizioni di vita sub-umane. In un paese verso il 9% di disoccupazione e con il permesso di soggiorno vincolato al contratto di lavoro, la clandestinità è una condizione  imposta per alimentare il mercato delle braccia a basso costo.

Il 7 gennaio noi lavoratori africani che continuiamo a rivendicare documenti, lavoro e accoglienza, consumatori e contadini, saremo in piazza per ricordare all’Italia e all’Europa che “i mandarini e le arance non cadono dal cielo. Sono delle mani che li raccolgono” e presentare le prossime mobilitazioni e le nostre rivendicazioni.

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COMUNICATO STAMPA

le interviste dal sito di Amisnet

ROMA, 9 GENNAIO 2011
RICORDANDO ROSARNO.PERCHE’ LE ARANCE CONTINUANO A NON CADERE DAL CIELO.
RACCOLTA E MARMELLATA PER LE STRADE DI ROMA

Rosarno. Un anno fa. Centinaia di braccianti agricoli migranti decidono
di uscire dall’invisibilità in cui vivono e di scendere in strada per
denunciare la loro condizione di sfruttamento. La manifestazione sfocia in
un vero e proprio linciaggio a danno dei migranti e termina con la
deportazione dei lavoratori fuori dal paese calabro. Molti di loro
arrivano a Roma, dove proseguono il loro percorso politico, continuando a
denunciare le minacce e le discriminazioni subite, ricordando al nostro
Paese che le arance non cadono dal cielo.

Il 9 gennaio 2011, a distanza di un anno, l’Assemblea dei Lavoratori
Africani, il CSOA Ex-Snia, PrimaveraRomana, l’Osservatorio Migranti
Calabria promuovono una giornata per non dimenticare. Dalle nove del
mattino partirà una raccolta delle arance per le strade della capitale. A
seguire, presso il centro sociale Ex-Snia, ci sarà un pranzo africano e la
preparazione collettiva della marmellata con i frutti raccolti. E poi
ancora un dibattito a cui parteciperanno i lavoratori africani di Rosarno
e lo spettacolo di Teatro Forum “La Spremutina Africana”.

Una giornata per non dimenticare, per continuare a denunciare lo
sfruttamento a cui sono sottoposti ancora oggi i lavoratori agricoli, per
diffondere pratiche dal basso di utilizzo dei prodotti pubblici, per
proporre alternative ai prodotti con sfruttamento. Un’occasione di
incontro e condivisione di pratiche concrete, perchè le arance continuano
a non cadere dal cielo, ma sono ancora delle mani di chi le raccoglie.

Appuntamento il 9 Gennaio, alle 9:00 in diversi luoghi della citta’ tra
cui Villa Aldobrandini (Via del Quirinale), Villa Torlonia (Via
Nomentana), quartiere Pigneto, …

Per tutti gli appuntamenti consultare la mappa su
http://primaveraromana.wordpress.com/

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l’Oltrecittà e il cibo

una mappa aperta a tutti per raccontare i luoghi dove è possibile raccogliere frutta e verdure a seconda delle stagioni dell’anno.

9 risposte a “Le Arance non cadono dal cielo

  1. scusate tanto io sono di Roma e conosco benissimo tutte le zone dove vengono raccolte le arance, i pompelmi e anche i limoni, ma come fate a pensare di fare la marmellata con frutta così carica di veleni, ma chi la mangia? il monossido di carbonio penetra anche dentro, io ve lo chiedo con molta gentilezza non voglio assolutamente entrare nella vostra lodevole iniziativa, ma chi sono quei poveri cristi che si mangiano quelle marmellate mi chiedo….per favore rispondetemi, c’è la mia mail, perché a questo punto mi sento una cretina visto che compro solo frutta biologica…grazie, attendo fiduciosa

  2. pietro

    questo è il video sulle arance che non cadono dal cielo, speriamo serva a far capire…: http://www.youtube.com/watch?v=fHcoVanvEzo

  3. Pingback: gli agrumi di roma e la marmellata di annamaria – la cucina di calycanthus

  4. Angela e Giulia

    Ciao, mettiamo il link del nostro mini-reportage
    http://www.shoot4change.net/?p=3558

  5. lorenzo

    ecco alcune foto del giardino di S.Alessio all’Aventino e quelle alla SNIA
    http://picasaweb.google.com/lorenzoromito/LeAranceNonCadonoDalCielo?feat=directlink

  6. Anna Maria Piccoli

    POMPELMI IN AFFIDO: sono pronti i primi 9 (+ 1 piccolissimo) barattoli di marmellata di pompelmi pubblici, frutto dei primi tre kg lavorati.
    La buona notizia è che è buonissima, quella cattiva – ma solo per me – è che fare la marmellata di pompelmi è un incubo perché c’è tutta una procedura di bollitura multipla delle bucce.
    Ora ho finito i barattoli che avevo da parte, ne recupero altri e mi dedico alla seconda partita… mi mancano 13 chili!
    Anna

  7. alcune foto della raccolta a Villa Celimontana e Villa Aldobrandini e della marmellata collettiva alla Snia
    http://picasaweb.google.com/primaveraromana/LeAranceNonCadonoDalCielo9111?feat=directlink

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