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I VANDALI A ROMA

di Antonio Cederna

Testo del discorso tenuto da Antonio Cederna al Ridotto del Teatro Eliseo in Roma, il 13 maggio 1956.
LO SCANDALO DI MONTE MARIO

Monte Mario è in parte ancora un bel colle, che costituisce l’ultima sponda verde del sempre più desolato, sempre più volgare e sempre più cementizio paesaggio di Roma. Il vecchio piano regolatore lo destinava, nella pendice che guarda Roma, in parte a zona di rispetto, in parte a parco pubblico, ville e villini, mantenendone in sostanza il carattere verde e panoramico: alla sua sommità, presso la chiesa barocca di S. Maria del Rosario, era stato previsto un vasto piazzale panoramico. Esisteva dunque un piano particolareggiato per questa pendice di Monte Mario, esisteva cioè un provvedimento di piano regolatore cioè un provvedimento di pubblico utilità e di interesse generale, studiato e preparato da autorità designate dalla comunità di tutti i cittadini.
Invece, cosa succede?
Succede che esistono anche i padroni della città, di cui vi ha parlato efficacemente nell’ultimo convegno degli “Amici del Mondo” Leone Cattani: esistono i pochi privilegiati che decidono a loro vantaggio come e dove Roma debba essere costruita e sviluppata. Esiste la Società Generale Immobiliare.

Questa Società Generale Immobiliare, come i serpenti a sonagli con i conigli, ha avuto in tutti questi anni uno straordinario potere di suggestione sull’amministrazione democristiana di Roma, un vero e proprio potere ipnotico.
E la prova più clamorosa è stata fornita proprio dall’affare di Monte Mario: poichè l’Immobiliare è riuscita ad ottenere dalla giunta democristiana una variante al piano particolareggiato di Monte Mario al solo scopo di poter costruire in cima ad esso l’albergo Hilton, vera miniera d’oro per l’Immobiliare stessa e le illustri persone che la governano: la Società Generale Immobiliare è insomma riuscita a ottenere dai democristiani la conversione di un provvedimento di utilità generale in strumento del proprio esclusivo privato interesse: non solo, è perfino riuscita a ottenere che la Giunta proponesse questa variante fatta su misura all’approvazione del Consiglio Comunale, proprio nell’ultima seduta utile, il 6 aprile scorso, come se si trattasse di vita o di morte per l’eterna città,[...].

Si è preteso che l’approvazione dell’albergo Hilton fosse urgente, adducendo la ragione che il capitale straniero (supposto che tale sia davvero) non poteva aspettare. Figuratevi. Qui si tratta di problemi urbanistici seri, si tratta della conservazione di Roma, si tratta di Roma, e non di Montecarlo o di Casablanca: e con Roma le scadenze contrattuali del capitale straniero nulla hanno a che fare. Tanto peggio per coloro che hanno all’inizio scelto sventatamente Monte Mario, per compiacere vilmente la Società Generale Immobiliare e la catena turistica Hilton.

Si è preteso che il nuovo albergo sia un toccasana per l’economia romana, perchè sarebbe un albergo residenziale e di lusso, e perchè, nella rozza fantasia dei consiglieri di maggioranza, i suoi futuri 400 ospiti sono immaginati nell’atto di rovesciare fiumi di dollari sulla testa dei cittadini romani. Ma qui si tratta di Roma, della bellezza del suo panorama e della sua natura: si tratta che i vantaggi del turismo derivano dalla conservazione delle bellezze d’Italia, non già dalla loro distruzione per far posto ad alberghi panoramici.

Si è preteso che la costruzione del nuovo albergo sarebbe assai benefica, per il fatto di impiegare per un paio d’anni manodopera italiana. Vedete come l’amore per i disoccupati si sveglia quando si tratta di far guadagnare miliardi ai padroni delle città: ma a parte ciò, la disoccupazione italiana non si risolve certo con simili graziosi regali, nè è necessario, per alleviarla, esaudire i capricci combinati della catena turistica Hilton e dell’Immobiliare.[...]

Il testo completo su: http://www.radioradicale.it/exagora/i-vandali-a-roma

Una risposta a “testi

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