Città Appia-Tuscolana

domenica 20 giugno

Esodo 07 il percorso

un racconto fotografico

ULTIMA delle camminate nelle 7 Città della Primavera Romana 2010.

Attraverseremo la Città Appia Tuscolana per arrivare alla Villa dei Quintili per noi fino a sera.

Qui potremo sperimentare pratiche artistiche di rifondazione rururbana a partire da alcune parole chiave dell’antichità ormai dimenticate l’asylum, il lustrare e il mundus.

appuntamenti
alle 10 a Porta San Giovanni (dove c’è l’ombra)

Iniziamo con la testimonianza di Don Roberto Sardelli e della sua scuola tra le baracche. Continuiamo con le questioni dei PUP della zona San Giovanni, dove vogliono manomettere il mercato-parcheggio dell’arch. Morandi a via Magnagrecia e realizzarne uno interrato a via Cesena, dove il CdQ di San Giovanni sta occupando l’area DEMANIALE per realizzare un giardino pubblico.

Attraversiamo i magnifici parchi della Caffarella, di Tor Fiscale e degli Acquedotti per arrivare  alle aree archeologiche dell’Appia Antica.

dalle 14 alle 16 Villa Capo di Bove
Via Appia Antica, 222
Come arrivare: metro A fermata Colli Albani e proseguire con bus linea 660

portatevi il pranzo

Non preoccupatevi del caldo, tra le due e le quattro rinfrescheremo corpi e  menti ospiti nella villa di Capo di Bove dove apprenderemo il senso dell’asylum, il lustrare e il mundus grazie al racconto di Giovanni Azzena.

Queste conoscenze ci serviranno per sperimentare, al tramonto, alla Villa dei Quintili,  pratiche artistiche di rifondazione rururbana, un rito dentro il teatro marittimo che è l’occasione conclusiva per ripercorrere, narrare e cartografare le nostre lustrazione attraverso le 7 città fuoriporta.

dalle 19.30 Villa dei Quintili
via Appia Nuova 1092
come arrivare: metro A fermata Colli Albani e poi bus 664
per tornare la sera: autobus 664 (ultima corsa 24.00) ferma alla Metro A Arco di Travertino e Colli Albani
e 654 (ultima corsa 23.55)  ferma alla Metro A Subaugusta
nel caso anche un notturno N26

Daremo vita insieme a un giocoso rito che speriamo sia propiziatorio per futuri successi nella battaglia intrapresa dalla cittadinanza a tutela dei propri diritti, nei confronti di un potere sempre più sordo, distante e inetto.

Il rito dentro il teatro marittimo della villa dei Quintili è anche occasione per ripercorrere le nostre lustrazione attraverso le 7 città fuoriporta: portate un ricordo, sotto la forma che desiderate, di un luogo o una questione attraversata nei nostri viaggi che depositeremo tutti nel nuovo Mundus.

Al banchetto serale, a conclusione del rito nello splendido scenario della Villa dei Quintili, ci pensiamo noi e condivideremo le spese che saranno comunque contenute.
Sarebbe bello se ognuno portasse il proprio bicchiere, piatto e posate (non vorremmo né comprare né buttare centinaia di piatti bicchieri e posate di plastica).

Lustrare girare attorno o andare attraverso, lustrare e purificare è una antica pratica deambulatoria legata ai riti di fondazione e di periodica purificazione della città.
L’Asylum è un luogo sul colle Capitolino, all’incirca dove ora è la piazza del Campidoglio, dedicato alla accoglienza di chi straniero o profugo voleva farsi cittadino. Domenica è anche la giornata mondiale del rifugiato e ci sembra opportuno ricordare alla nostra città la sua millenaria vocazione all’accoglienza.
Il Mundus, è quel luogo simbolico, fulcro della fondazione della città, attorno al quale le diverse comunità con i loro diversi territori e le loro culture convergono, riconoscendosi ed unendosi in un patto di convivenza che da vita alla città stessa e alla cittadinanza.

Come sempre vi aspettiamo

333 9530028
320 9213387

Si ringrazia per l’accesso alle aree archeologiche la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e la Sovrintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma e per la collaborazione l’Archivio Cederna e per la diffusione dell’evento la Festa dell’Architettura di Roma

Stiamo costruendo l’itinerario della giornata, vorremmo condividerlo con tutti quanti conoscono il territorio. Potete quindi aggiungere luoghi, informazioni, contatti alla mappa di google.
(E’ sufficiente avere un account gmail o seguire le indicazione alla pagina strumenti di condivisione)


11 risposte a “Città Appia-Tuscolana

  1. Audrey

    Bentornato a tutti, sembra che ci aspetta un gran bel programma anche per l’autunno! Intanto sono riuscita finalmente a caricare le foto di quest’ultima gita fuoriporta – Città Appia Tuscolana. Ecco il link http://picasaweb.google.it/113429669217784995046/CittaAppiaSelezione?authkey=Gv1sRgCLPo-4G1t5alrAE# . Come si vede sono soprattutto una paesaggista.. A presto, Audrey

  2. Vi segnalo le coordinate geografiche del sito dove abbiamo svolto il “rito di fondazione” (Villa dei Quintili):
    41° 49′ 49″ N, 12° 33′ 4″ E

    Ringrazio tutti per la stimolante esperienza itinerante..

  3. Pingback: Roma che si riscrive camminando « Gentes B&B

  4. Le previsioni del tempo per domani non sono affatto buone. Dovrebbe essere una giornata di pioggia. Nel caso che si fa? Proviamo a camminare lo stesso? Rimandiamo?

  5. antonello

    Sull’esperienza della scuola di Don Roberto Sardelli, nel 2007 Fabio Grimaldi ha prodotto e girato un bel documentario. In http://www.cinemaitaliano.info/nontacere si può vedere il trailer del documentario che (..)racconta la storia di vita di Don Roberto Sardelli e le vicende a dir poco straordinarie della scuola 725, che egli fondò nel 1968 a Roma tra i braccati dell’ “Acquedotto Felice”.
    Roberto andò a vivere in quel luogo di emarginazione condividendo problemi e speranze degli abitanti della periferia romana.
    Oggi, di questo parla il filmato,ha deciso di rincontrare i suoi ex allievi per scrivere, come allora, una lettera al sindaco di Roma denunciando le nuove povertà e le nuove ingiustizie.
    L’incontro sarà l’occasione per riflettere sul significato dei cambiamenti avvenuti durante trent’anni della nostra storia.

  6. Nascosto dall’edilizia intensiva lungo la via Tuscolana, è difficile scorgere il quartiere Ina Casa, se non seguendo la vista delle torri o del boomerang, progettati da Mario De Renzi e Saverio Muratori, che s’intravedono in quei rari punti dove i palazzi sono interrotti da qualche precedente e più bassa costruzione. È il caso dell’area tra via Cartagine, via degli Ottavi e via dei Laterensi, dove ancora precarie costruzioni a un piano, a tratti coperte da lamiere e recintate da piccoli muretti, interrompono il susseguirsi senza sosta dell’edificazione degli anni Sessanta. Arrivando a largo Spartaco, percorrendo via Sagunto, perdendosi negli attraversamenti interni del quartiere, fino a raggiungere l’ingresso a volta dell’unità d’abitazione orizzontale di Adalberto Libera, si ha la sensazione di trovarsi in un luogo altro rispetto al contesto urbano circostante. L’intenso traffico che caratterizza nelle ore diurne la Tuscolana si arresta al mercato rionale, unico nodo del quartiere che mantiene una caotica vivacità metropolitana. Ma sopratutto, immergendosi nel quartiere, scompaiono i negozi che tutto intorno occupano il piano terra degli edifici. Tra il tracciato stradale e le case ci sono i cortili, oggi il più delle volte occupati da automobili, che concorrono a costituire un aspetto tipicamente residenziale.

    […]

    L’unità d’abitazione orizzontale di Adalberto Libera costituisce la terza fase del progetto (1953-1954): un tessuto continuo di case a patio alte un solo piano, e per questo comunemente chiamate «le case basse» (Luigi Tricasi), tra le quali, in posizione decentrata, si alza un edificio a ballatoio su pilotis di tre piani. […] Lungo via Selinunte, un muro di tufo ruvido cinge l’intero complesso, aprendosi al civico 49 in un unico passaggio in asse con via Sagunto, sottolineato da una volta che costituisce una sorta di galleria, con i locali per la portineria su entrambi i lati. Nella stecca ai lati dell’ingresso, è collocata una spina di negozi e di servizi con apertura verso l’esterno e passaggi verso l’interno, oggi chiusi.

    […]

    Come lo stesso Libera racconta in una conferenza stampa tenuta nel settembre 1951 all’Accademia di San Luca, l’esperienza del viaggio gli permette di vedere quello che desiderava ed era pronto a vedere: il rapporto tra la climatologia mediterranea e la cultura edilizia di allora.
    «Questo, pensavo, quando nel viaggio per il Marocco, passando da Marsiglia visitavo l’unità di abitazione di Le Corbusier, la quale tenta invece il limite della casa a “blocco” valido per il campo edilizio del clima settentrionale».

    In volo, al ricordo dell’unità d’abitazione di Le Corbusier a Marsiglia, si sovrappone la visione di Casablanca dall’alto, «con la sua Medina, che la storia ed il clima hanno creato assieme a tutte le medine e le casbah dell’Africa del Nord. Là, l’unità edilizia a blocco, in altezza, qui l’unità edilizia in superficie».

    […]

    Enzo Canafoglia: Queste l’ho prese nel 1955. Io ho lavorato a quelle fabbriche davanti dal 1950 al ’55, poi stavano facendo queste e ’so entrato qua abusivamente. Io so’ cinquant’anni che sto qua. […] È una storia… ho fatto fare i documenti a una persona e invece me li ha rubati. A quei tempi, “venti mila lire, me fai la domanda…”. M’ha detto che l’aveva fatta e invece non l’aveva fatta e c’avevo quattro figli. Era uno che abitava al Quadraro uguale e… c’aveva l’amico suo e se so’ magnati le ventimila lire e a me m’hanno dato un foglio de carta che non era vero niente. Aspetta, aspetta, la casa non la pijavo… c’avevo quattro figli, lavoravo qui davanti… Ho fatto il muratore per quarantacinque anni. So’ entrato qua, so’ passato dalla parte della ferrovia. Ho messo i mobili, il letto e so’ entrato. […] [Nelle case accanto] c’erano i letti, ma non erano ancora occupate… c’avevano messo i letti perché erano assegnate. Quello [altro appartamento] pure era assegnato… qua non c’era gnente… mi so’ messo qua, ho fatto causa, l’ho vinta… ho messo un avvocato, 5.000 lire a quei tempi. La dovrei riscatta’… mó se me la riscattano i miei figli se la tengono e sennò se la pija l’Ina Casa.
    Volevo entra’ in quei fabbricati alti, davanti, a via Cartagine, allora lì c’erano le guardie, co’ la camionetta, allora io ho girato de qua, ho zompato il muro – non era basso così, era alto tre metri – ho zompato sopra e mi moije, perché stavano a da’ le case, l’ho fatta passa’ di là [dall’ingresso principale] e è venuta qua… e siamo stati… senz’acqua, senza luce… quando hanno dato casa, qua, ancora c’era la fontanella in mezzo al prato, dovevi anda’ a prende l’acqua… non funzionava gnente… ho messo la stufa, però a quei tempi ancora non funzionava gnente.

    (tratto da Alice Sotgia, Ina Casa Tuscolano. Biografia di un quartiere romano, Milano, Franco Angeli, 2010, pp. 13, 60, 62-63, 81).

  7. alberto boccanelli

    prima proposta, certamente conosciuta ma che vale un giro, Adalberto Libera INA-casa in Via Selinunte: http://www.parc.beniculturali.it/sitonew/ita/roma/tuscolano/tuscolano.htm

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