Città Nomentana

domenica 9 maggio

Esodo 04 il percorso

un racconto fotografico della giornata

Eccoci a metà del cammino della Primavera Romana 2010 attraverso le 7 città fuoriporta

Domenica 9 maggio
l’appuntamento è a Porta Pia alle 10.00  

presso la breccia aperta nelle coscienze, il 20 settembre 1870, tra potere temporale e spirituale e ormai quasi richiusa.

Attraverseremo Villa Ada con il Forte Antenne, raggiungeremo la confluenza tra Tevere e Aniene, vedremo il ponte ferroviario salvato da Ugo Forno, il più giovane e l’ultimo caduto della resistenza a Roma. Lungo l’Aniene raggiungeremo il parco delle Valli sorto, grazie alla lotta del quartiere, al posto di una speculazione edilizia. Nel parco sono le strade in ricordo di Valerio Verbano, ucciso a Montesacro da criminali fascisti il 22 febbraio 1980, Paolo Seganti ucciso nel parco stesso l’11 luglio 2005 da criminali omofobi, e Dino Frisullo. Passeremo al cinema Astra, occupato nel 2008, al Centro di Cultura Popolare del Tufello e a Radio Popolare Roma, poi lungo il parco incontreremo l’associazione Insieme per l’Aniene, attraverseremo l’antico Ponte Nomentano e la Maggiolina e concluderemo il nostro viaggio alla Fondazione Zevi.

a domenica…

Ricordatevi il pranzo al sacco

333 9530028

 

Stiamo costruendo l’itinerario della giornata, vorremmo condividerlo con tutti quanti conoscono il territorio. Potete quindi aggiungere luoghi, informazioni, contatti alla mappa di google.
(E’ sufficiente avere un account gmail o seguire le indicazione alla pagina strumenti di condivisione)

13 risposte a “Città Nomentana

  1. Pingback: Roma che si riscrive camminando « Gentes B&B

  2. grazie Antonello; risposta articolata ed esaustiva, molto interessante.
    Tuttavia qualcuno aveva parlato di colline vulcaniche mentre eravamo a villa Ada. Ripeto, in quanto “frammento” non so il contesto della conversazione, mi era rimasta una curisità “di quartiere”.
    Alla prossima!

  3. antonello

    Ciao Delia, non so se il riferendoti ai..vulcani pensavi a quello che ho detto a Porta Pia sul sistema geografico originario che, dicevo, era stato sfruttato dai tecnici militari di Pio IX per organizzare la difesa di Roma. Riferivo come nella zona di Porta Pia, l’aver sfruttato un terrapieno avesse finito con indebolire in quel punto il sistema murario come erano riusciti a cogliere gli “ esploratori “ piemontesi, tanto che, da tre giorni, proprio in quel punto era accampato Cadorna con i suoi uomini. Dicevo che quel “terrapieno” era un segno geografico originario persistente a quel confine naturale nato oltre sei milioni di anni fa quando, quello che oggi è il sistema appenninico era molto, ma molto meno di una collinetta e il Mediterraneo più o meno un infinitesimo acquitrino. Solo cinque milioni e trecentomila anni fa con il frantumarsi del laccio di terra che legava l’Europa all’Africa, l’Atlantico (il mare dunque), violando Gibilterra, si spinse fino a lambire le colline dell’Appennino laziale. La regione romana nacque molto tempo dopo. A distanza di quattro milioni di anni s’affacciarono monti e, soprattutto, vulcani. La foce del Tevere era più o meno dalle parti di Orvieto fin quando, nel quaternario, enormi depositi di sabbia e argilla sollevandosi dal mare lo fecero in parte indietreggiare e in parte dirigersi a depositarsi in quei bacini che sarebbero così divenuti laghi. Nasce la regione romana che, cinquecentomila anni dopo, avrà la propria configurazione con il fenomeno del vulcanesimo che pressoché immutata è quella attuale: le corone di fuoco dei vulcani trasformate in laghi con una forte rete di corsi d’acqua a individuare dorsali e pianure. Per avere un’ immagine forse ci può aiutare Virgilio, nell’Eneide, «E qui il padre Enea, dal mare, avvista un bosco divino e nel mezzo, un fiume, rapido, vorticoso e quieto insieme, biondo di tanta arena, che per l’amena selva si devolve in mare. Questo era il Tevere». Sarà l’acqua a spartire le alture e Roma sarà «sola nel deserto del Lazio» .Un “deserto”, nonostante il diluvio di cemento che in queste passeggiate attraversiamo, ancora tale; almeno in termini demografici. Cinque milioni e centomila abitanti su 17.203 chilometri quadrati. Una situazione geografica, con la città di Roma posta al centro di una vasta pianura, solcata dal Tevere, racchiusa in un arco di cerchio definito dal Tirreno e dal susseguirsi dei monti della Tolfa, Prenestini e Colli Albani.. Noi ci muoviamo, in questa primavera, più o meno in questo quadro. Alla prossima antonello (sotgia)

  4. Anche se è stata una bellissima esperienza, per motivi vari non sono arrivata a fine percorso, ma fino al pratone delle valli ho anche io delle foto.
    Eccole

    http://roma.uniterre.com/129256/Au+printemps.html

    Vorrei avere un’iformazione; a villa Ada qualcuno raccontava dei due vulcani, uno, se ho ben capito era monte antenne, ma l’altro? mi sono persa la conversazione cogliendone solo una traccia; qualcuno mi può aiutare?
    Grazie ! Delia

  5. cocis

    ciao a tutti,

    qui sotto ho “linkato” alcune foto di domenica 9,

    a presto.

    http://www.flickr.com/photos/50142885@N08/sets/72157623915759137/

  6. ho inserito un mio commento alla nostra passeggiata qui
    http://urbanexperience.ning.com/profiles/blogs/passeggiate-di-stalker-nella.
    E ne approfitto x rinnovare l’invito x giovedì 13 maggio al WALK in DigitalCaputMundi
    http://urbanexperience.ning.com/events/walk-in-digitalcaputmundi1
    alle ore 15 al Padiglione 6 (quello centrale, di fronte all’entrata del S.Maria della Pietà) per poi andare al Museo della Mente.
    In quel link trovate anche un video…
    Si continua poi in treno verso Via casilina 939 dove c’è BlogTV, una delle imprese più innovative della città.
    Un tour nel futuro… a partire dalla Memoria del Territorio, quello di un S.Maria della Pietà che ha raccolto il disagio mentale delal Capitale.
    E a narrarlo c’è un’esposizione interattiva di Studio Azzurro di forte impatto emozionale.

  7. cari camminatori,
    ciccate qui per vedere le mie foto:

    http://www.flickr.com/photos/-adriano-/sets/72157623910526795/

    alla prossima
    adriano

  8. Pingback: Tweets that mention Città Nomentana « Oltrecittà -- Topsy.com

  9. a pochi passi dal ponte nomentano c’è la pinetina con il parco Intitolato a simon bolivar.
    Oltre al monumento c’è anche il basamento ( tracce) del tempio di giove terrifico ed è lì che menenio agrippa ha fatto il suo discorso…

  10. Audrey

    Grazie a quelli che lavorano sulla mappa nel link “ipotesi percorso” , già si vedono un sacco di punti interessanti! Peraltro, guardandola mi sono resa conto che il Monte Antenne sembra decisamente fuori tracciato rispetto alla maggior parte degli altri luoghi indicati. Secondo me, dovremmo pensare se ci arriviamo col treno (credo che ci sia una fermata lì vicino) o si sposta la meta ad un altra escursione futura (magari creando un percorso Salaria e dintorni). Che dite?

  11. Marco

    Ciao a tutti.
    Vorrei anche io partecipare, nel mio piccolo, nel suggerire qualche posto per l’uscita del Nomentano:
    Edifici Popolari Federici dell’arch. Mario De Renzi 1931
    Uffico Postale Piazza Bologna, di Ridolfi
    Mausoleo di Santa Costanza a Sant’Agnese, sulla nomentana
    Cantiere della nuova Stazione Tiburtina
    Ponte Nomentano costruito alla fine del II sec. a. C. sull’aniene
    Forte Antenne vicino villa Ada, occupato abusivamente.
    Museo Macro in via Reggio Emilia
    palazzina Rea, a Via di Villa Massima di Ridolfi 1934/37
    In via della lega Lombarda n°1 dovrebbe esserci un deposito atac trasformato nella città del sole dallo studio di progettazione Labics srl. Ma su questo non so molto, si potrebbe domandare allo studio stesso.
    Per ora tutto qui, spero possa essere utile.
    Un saluto.
    Marco Mancinelli

  12. lucio boldrinettao

    buongiorno, posso suggerire vicinissima a palazzo federici e presente anche lei in un film di ettore scola, la palazzina di Portoghesi la vera progenitrice del Cafonal di Dagospia?

  13. Audrey

    Il Nomentano lo conosco solo in parte, basato su qualche anno in cui lavoravo in Via Torlonia e visite da amici che stanno vicino a Piazzale delle Province. Comunque, proposte per posti interessanti che mi piacerebbe conoscere meglio sono le seguenti (1) Villa Torlonia con la ristrutturazione del parco e degli edifici negli ultimi anni (2) la trasformazione della zona intorno a Via Alessandria con la ex-birreria Peroni ora Macro e la creazione e il parziale fallimento del centro commerciale Ex Coin con mega parcheggio di fronte (3) alcune strade rimaste indietro nel tempo nel cuneo tra Via Bari e Viale Regina Margherita, intorno a Via Forlì, Via Trapani e il grande cantiere dietro Via Como (4) gli spazi del Policlinico Umberto I e dell’Eastman (5) gli ex-lotti popolari intorno a Piazza Pontida e la collina mezzo parco tra Via Boemondo e il parcheggio in Largo G. Mazzoni della Stazione Tiburtina (6) la Stazione Tiburtina stessa (7) Villa Mirafiori (8) il vasto spazio ancora aperto tra Via dei Monti di Pietralata e Via dei Monti Tiburtini (9) le rive dell’Aniene e la zona tra Via Bencivenga (ex Maggiolino) e Piazza Sempione (10) il casale del Podere Rosa .. va bé, basta!

    Credo che ho sforato un pò troppo verso la Tiburtina, ma forse potrà servire come spunto per altre gite. Baci, Audrey

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